ultime ore di cazzeggio londinese
March 20, 2006
passate presso: TeleKingFreak
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artiBlu
March 9, 2006
che brutta figura ho fatto con anna e ludo. mi è passato di mente e loro sono venute e tornate ed io non le ho viste. mi aveva mandato una mail con i numeri di telefono. ma erano i giorni del primo esame ed io non ho controllato la mail per una settimana. così non ci siamo nemmeno sentiti.
I tre piccoli capolavori d’animazione di blu, dal suo sito www.blublu.org
* blu1
° blu2
” blu3
Qualsiasi cosa mi faccia riflettere, spendere tempo perdendoci sopra intere giornate.
Mi sento affondare. Come sempre.
Nella mia vita ci sono cicli che si ripetono. Costantemente.
Sento voci che parlano della mia negatività per quanto riguarda la visione futura, quindi della vita di domani. Da cosa sarà dato? Cause interiori? Cause esteriori? Forse entrambe.
Ero in preda all’amore. Si, ora lo posso dire. Affacciato alla finestra del corridoio d’informatica osservavo nel cortile l’enorme fila di motorini parcheggiati. E con lo sguardo perso mi lasciavo cullare nei mie pensieri. è proprio in questi momenti che riesco a liberare la mia mente del tutto, annientarla, affogarla nel torrente dei miei pensieri.
E lei entrava. Imboccava il corridoio sicura e veloce. Ma nello stesso tempo stupita di vedermi.
* “cosa ci fai quii?”
° “ho l’ora di laboratorio. Ma credo di rimanere qui ancora un po’”
* “cos’hai?”
° “la vita è sofferenza. Intervallata da alcuni brevi momenti in cui ci sentiamo felici.”
Furono le ultime parole che dissi. Lei mi osservò e sussurrò qualche cosa, un piccolo versetto. Poi mi lasciò nella mia confusione, ancora una volta più confuso che mai. E lei riprese con il suo passo sicuro e scandito. Ed io potevo solo crepare per l’ennesima volta su quel davanzale in marmo, freddo come il suo cuore, freddo come la lama di quell’invisibile spada che trafiggeva il mio.
Ebbene oggi mi sento proprio come allora. O forse peggio.
Peggio perché le cose continuano a capitare, peggio perché la vita non concede tregua ai miei sbagli. O forse non sono i miei. Non devo prendermi le colpe di chi mi circonda, ma non posso nemmeno evitare che la loro influenza sulla mia vita. Tutto quello che ora vorrei sarebbe sentirmi, bene con me stesso. In pace. E non dover pensare come allora, come quando tutto mi cadeva addosso e scioglieva la mia anima lentamente.
Il mio lamento, la mia ultima storia.
Sono così stanco che pensare a lei mi torna utile per svagare la mia mente. Farmi rivivere qualche momento di estasi. Come se mi avesse mai ascoltato. Non ho la presunzione di dirlo.. forse non mi ha neanche mai sentito. E mi sforzavo, ancora, e ancora e ancora..
Ma non è stato utile e non ha giovato nessuno. Io chiedevo, le sussurravo.. frasi che ora sono lontane, perse come sassolini nel viale di casa, e non ritroveranno mai bocca che emetta la stessa combinazione. Ma evidentemente era sbagliata, perchè il suo cuore è rimasto serrato. Chiuso.
Lavori in corso, data di riapertura da stabilirsi.
E i miei giorni avanzavano. Non ero io, erano loro che mi trascinavano, come la risacca delle onde. Io ero li arenato sullo scoglio ad aspettare la schiaffa da dietro che mi trascinasse avanti.
Ed il desiderio di evasione era tanto. Ma come poter evadere dalla realtà? Come scampare alla ripetizione? Ancora una volta imprigionato nell’orbita. Sempre quella.
